Propaganda elettorale, le regole del Garante della Privacy

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Le elezioni si avvicinano e come al solito i cittadini cominceranno ad essere ripetutamente tempestati di telefonate e di sondaggi.

Arriva allora il provvedimento del Garante per la privacy, datato 22 febbraio, per poter regolamentare i sistemi di comunicazione, dalla posta elettronica all’invio di sms.

La propaganda elettorale attraverso l’invio di e-mail ed sms necessita di un precedente consenso, mentre gli indirizzi delle liste elettorali sono liberi da qualsiasi autorizzazione e vincoli.

Previo consenso per la propaganda elettorale non solo per le e-mail e gli sms, ma anche per gli mms, l’invio di fax o per le telefonate registrate. In tal caso deve esser stato necessariamente l’interessato ad aver dato il suo consenso per il trattamento dei dati personali.

Diventa quindi impossibile, almeno sulla carta, fare propaganda elettorale attraverso il reperimento di indirizzi presi da newsgroup o da internet. E per quanto riguarda gli elenchi telefonici?

Possibile effettuare telefonate elettorali solo nei confronti dei numeri che riportino chiaramente accanto al numero un simbolo che autorizzi la ricezione di posta e di telefonate.

Il consenso risulta già dato per tutti coloro che in passato hanno invece fornito i propri dati per la raccolta firme per i referendum.

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